L'ABBAZIA DI SAN LIBERATORE  

S. Liberatore a MaiellaNel 990 d. C. un forte terremoto distrusse il piccolo cenobio monastico situato sulla sponda sinistra del fiume Alento. Sono ancora avvolte da un alone di mistero le origini di questa piccola comunità, legate probabilmente ad una committenza longobarda. Nell'anno 1007 l'abate di Montecassino inviò il monaco Teobaldo a restaurare il complesso monastico, da lui trasformato in una basilica romanica, affiancata a destra da un campanile e a sinistra da un chiostro, oggi distrutto. La chiesa è a tre navate, ciascuna delle quali si conclude all'estremità presbiteriale con un'abside semicilindrica. L'accesso alla chiesa è per tre portali sulla facciata, ognuna in corrispondenza delle 3 navate. La facciata in pietra è scandita da una serie di semicolonnine, che si dipartono in archetti ciechi. la copertura del presbiterio è realizzato con volte a crociera, mentre la parte centrale è coperta con soffitto in piano. Sul davanti del monastero si estendeva, segnata da una fila di cipressi, il cimitero, trasferito nel 1850, quando iniziò il restauro del complesso monastico. Ad opera di Teobaldo furono realizzate gli affreschi e nel XIII sec. venne realizzato il pavimento in mosaico.    
                                                                                                 Erika Marinelli

S. Liberatore a Maiella
        Interno      Pavimento a      mosaico      Il campanile  Dopo il terremoto

   Percorso sotto i    contrafforti

        Altare         Quincunx         Ambone
  Home